Non solo una caffetteria, più di una pasticceria e oltre un bar. Vyta, vincitore ai Restaurant e Bar Design Awards 2017 nella categoria "Café" è difficile descrivere, se non utilizzando termini dal concetto più vasto, come caffè gourmet o luxury bakery, ma anche così la definizione starebbe stretta. E non solo perché il Vyta accoglie in un unico spazio più di una tipologia di servizio, ma perché con la sua ubicazione è diventato qualcosa che va oltre il locale dove bere un caffè e mangiare qualcosa. È un portale d’accesso alla città, e lo fa con tutta l’eccellenza che una realtà storica come Firenze rappresenta. È progettato, infatti, all’interno della stazione di Santa Maria Novella, il principale scalo ferroviario toscano, e fa parte di una catena già presente in altre sei grandi stazioni italiane: Roma, Milano, Torino, Venezia, Bologna e Napoli. Il nome completo è Vyta Santa Margherita, che si rifà al gruppo azionista cui fa capo Nicolò Marzotto.

Questo poliedrico e luccicante locale è concepito come una sorta di benvenuto in città, o un arrivederci, a seconda di chi va o di chi viene. È stato stimato che negli ultimi anni il numero di viaggiatori e pendolari che utilizzano il treno è in continuo aumento e, di conseguenza, si è sensibilizzata anche l’attenzione per l’offerta ai passeggeri. Il Vyta rientra in questo processo di riqualificazione delle stazioni delle Ferrovie dello Stato Italiane ed è pensato come uno spazio per chi non si accontenta dei soliti bar solitamente associati alla fretta e alla poca qualità. Già la posizione dichiara il suo desiderio di eccellenza: la stazione di Santa Maria Novella è uno dei capolavori del razionalismo italiano, progettata negli anni’30 dall’architetto Giovanni Michelucci, e il Vyta occupa la sala d’attesa della prima classe, uno spazio che è già un gioiello e per questo posto sotto la tutela dei Beni Culturali.

Ad occuparsi del progetto è l’architetto Daniela Colli dell’omonimo studio di progettazione Collidanielarchitetto. In un contesto storico di grande pregio, il nuovo intervento rischiava di risultare stridente, o addirittura invasivo. Era necessario invece partire proprio dai pregiati elementi d’epoca e dalle finiture preziose che rendevano unico questo spazio. Così, la progettista ha pensato a disegnare una struttura che non alterasse l’involucro storico, gli 80 mq esistenti con le sue boiserie e il suo pavimento in marmo, ma che si inserisse come presenza decisamente nuova ma altrettanto preziosa. Ne è scaturito il progetto di un grande elemento nel centro del locale, un volume poliedrico che incarna più funzioni ma che, soprattutto, separa lo spazio in due zone distinte: da una parte la somministrazione di cibi e bevande per chi ha poco tempo prima di prendere un treno al volo e, dall’altro, uno spazio per la consumazione, con un lungo ripiano in marmo e una serie di sgabelli per chi, disponendo di più tempo, può sedersi in tranquillità e in relax.

Questo nuovo spazio è progettato secondo un format già declinato nelle altre città e si basa sul desiderio di coniugare il design con il meglio dell’offerta enogastronomica italiana, dalla caffetteria ai panini gourmet fino all'aperitivo con, ovviamente, le etichette dei vini del Gruppo Santa Margherita. Sempre nel rispetto della tutela dei Beni Culturali, le pareti sono state tinteggiate di un intenso colore verde-blu d’ispirazione anni Trenta, mentre la boiserie in legno è stata rinobilitata con una semplice ma efficace operazione di “make up” grazie a foto d’epoca, rigorosamente in bianco e nero.

Le lampade storiche ad applique, conservate ma non sufficienti a soddisfare le nuove esigenze di illuminazione, sono state accostate in un gioco di armonie e contrasti con lampade contemporanee a sospensione dal design lineare.

 

Barbara Delmiglio e Chiara Naldini

Matteo Piazza

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