Un movimento di clienti insolito, dentro o fuori da un locale, crea inevitabilmente l’effetto calamita: attira sguardi, interesse, attenzione nelle persone che transitano davanti. Ci sono momenti in cui l’affollamento si produce da solo: Natale, Pasqua, la festa del paese... Ma sono molti di più quelli in cui si vorrebbe avere più clienti di quanti non se ne abbia. Una domanda, allora, dovrebbe sorgere spontanea: “faccio qualcosa per attirarli?” Bar prima e ristoranti poi hanno capito che creare eventi all’interno del locale può essere un ottimo modo per aumentare notorietà, clientela e business. Perché allora non fare lo stesso in pasticceria? Tra le infinite possibili suggestioni, suggeriamo tre strade: le degustazioni, i corsi, gli aperitivi.

Si possono creare dei mini eventi per il lancio del gusto del mese: un appuntamento fisso in cui si racconta la novità e la si fa assaggiare. Un’altra possibilità è proporre, magari nelle fasce orarie più deboli, speciali mini-menu degustazione a prezzo predeterminato con tè (magari di diverse tipologie) abbinati ai dolci oppure vini e distillati proposti con le specialità dolci o salate, o percorsi di assaggio che esplorino i contrasti dei sapori. Si possono confezionare delle “tasting box”, vassoi o vere e proprie scatole dove l’intero percorso è rappresentato anche visivamente.

Uno dei desideri oggi più diffusi è quello di mettersi alla prova, di imitare le ricette dei maestri. Ecco perché, disponendo di spazi adeguati, l’idea di creare dei mini corsi per i propri clienti può diventare un’ottima strategia di fidelizzazione: pensiamo a pomeriggi per bambini, dove imparano a fare torte e pasticcini, o a vere e proprie lezioni in cui insegnare agli appassionati come fare una certa specialità a regola d’arte (i dolci di Natale o di Pasqua), come creare decorazioni d’effetto o per approfondire la conoscenza di un ingrediente chiave (il cioccolato, la frutta ecc.).

Per gran parte delle pasticcerie, il tardo pomeriggio è uno dei momenti di minor affollamento. Perché allora non pensare ad un appuntamento settimanale per un aperitivo? Si potrebbero proporre i più famosi cocktail classici in abbinamento alle proprie specialità o creare, con la consulenza di un bartender, una mini carta di “signature cocktail”, esclusivi del locale, che si sposano particolarmente bene con i propri prodotti simbolo. Ma attenzione: senza continuità e una buona comunicazione rischia di essere tutta fatica sprecata.

 

L'intervista a Mauro Adami di Domo Adami Events 

Quali sono gli elementi chiave attorno a cui costruire un evento in pasticceria che funzioni?

Partiamo dall’obbiettivo: un evento, per essere ricordato, deve regalare un’esperienza dal forte contenuto emozionale. Gli elementi attorno a cui costruirlo sono la vetrina, Adami l’accoglienza e l’assaggio. La vetrina deve presentare e rappresentare l’evento. Si può pensare a fotografie d’effetto, che magari esaltino un particolare, a brevi video che trasmettano l’atmosfera dei corsi, a vere e proprie scenografie. Chi non ha uno spazio vetrina può utilizzare la scrittura per raccontare, sulla vetrina, cosa accade. L’ideale è abbinare disegni a messaggi di invito - tipo “entra e gusta” -. Si può pensare anche a piccoli esempi di realtà aumentata, attraverso un Qr code

Che caratteristiche deve avere una buona accoglienza?

È il momento in cui ci presentiamo e raccontiamo noi stessi, mostriamo la nostra identità. Dobbiamo essere caldi, saper coinvolgere e, possibilmente, stupire, mescolando competenza, esperienza e garbo. Sono questi gli ingredienti che, adeguatamente mescolati, ci permettono di catturare l’attenzione il cliente.

Poi arriva l’assaggio...

È li che dobbiamo conquistarli, facendogli provare la bontà e l’unicità delle nostre specialità, dei nostri abbinamenti gustativi. Nel caso dei corsi, delle delizie che il cliente avrà saputo creare con le sue mani sotto la nostra guida.

Anche la tempistica è importante.

Sì, è cruciale. Occorre dare agli eventi una cadenza, che sia in primo luogo sostenibile dal titolare. Almeno all’inizio è meglio partire con non più di un evento al mese. Altra cosa fondamentale: occorre cominciare a vendere l’evento almeno due mesi prima. E questo vale anche per le ricorrenze classiche: Natale, Pasqua, San Valentino. Partire prima permette di creare l’attesa. E di soddisfare quei clienti che preferiscono pensare alle cose per tempo.

 

 

Andrea Mongilardi e Mauro Adami

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