Si chiamava Motogelatiera, l'anno era il 1927 e il marchingegno in questione era la prima macchina automatica per gelateria. Di strada ne è stata fatta da allora, ma ricordare dopo 90 anni il percorso che ha portato oggi tante aziende italiane a rappresentare l'eccellenza in questo comparto risulta sempre... una buona idea.

Da questo mese il Gelato Museum Carpigiani di Anzola dell'Emilia ospita una mostra dal titolo "Cattabriga 1927 – 2017. Tradizione e innovazione del gelato a Bologna", dal nome di Otello Cattabriga, inventore della Motogelatiera che il 1° ottobre 1927 fondò la ditta Officine Meccaniche Otello Cattabriga.

Otello Cattabriga, inventore della Motogelatiera

Attraverso testimonianze e cimeli d’epoca, la storia della gelateria si incrocia con la visione di un uomo geniale in questa sezione del museo (che resterà aperta al pubblico fino al 31 luglio 2018). Il 2017 fa segnare due ricorrenze: celebra i 90 dell’invenzione e i 120 dalla nascita dell’inventore. Cattabriga si formò al Laboratorio pirotecnico - storico impianto industriale militare di Bologna - e successivamente presso la Ditta Zamboni e Troncon, azienda specializzata nella produzione di macchine per la fabbricazione della pasta. Tra il 1927 e il 1931 studiò, richiese e ottenne il brevetto che, di fatto, avrebbe segnato l'invezione del settore delle macchine del gelato.

Il brevetto ottenuto da Cattabriga

La Motogelatiera funzionava con un sistema denominato "stacca e spalma", sostanzialmente una riproduzione della lavorazione artigiana a mano, e consentì sin dai primi utilizzi di produrre  un gelato asciutto, ben mantecato e di ottima tessitura senza alcuno sforzo manuale.

Oggi Cattabriga è un marchio del gruppo Ice Team 1927 Ali spa. Il comparto delle macchine per gelato vale circa 300 milioni di euro, stando alle stime fornite a dolcegiornale.it da Acomag (Associazione Nazionale Costruttori Macchine Arredamenti Attrezzature per Gelato) e relative al 2015. In particolare il fatturato del settore macchine domestiche vale circa 10 milioni di euro, 230 milioni quello delle macchine commerciali, 35 milioni quello delle macchine industriali e circa 25 milioni di euro per quanto riguarda le macchine per granite e creme fredde.

Ernesto Brambilla

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