Ai milanesi lo stile francese in pasticceria piace. L’arrivo nel 2010 del re dei macarons, Ladurée, ha fatto da apripista. Negli ultimi anni, poi, si è assistito a una fioritura di insegne made in France. In città si moltiplicano i luoghi dove gustare piccoli oggetti del desiderio esteticamente perfetti. Boutique raffinate, dove le opere d’arte pasticcera sono esposte con un uso attento delle luci e una valorizzazione degna di una gioielleria.

A settembre, L’Éclair de Génie ha aperto il terzo punto vendita in città, cui va aggiunto il corner all’interno de La Rinascente. Non male per il marchio del maître pâtissier Christophe Adam, che ha debuttato in città nell’agosto 2016 e che piace a una clientela prevalentemente femminile, tra i 20 e i 45 anni. La formula: prodotti freschi preparati tutti i giorni nel laboratorio di corso di Porta Ticinese, materie prime di qualità, oltre 300 ricette di éclairs che cambiano in base a stagione e festività, la possibilità di personalizzare gusto, scritta, formato. Dulcis in fundo, la strizzatina d’occhio al palato locale con la creazione di una quindicina di gusti che si trovano solo in Italia, tra cui éclair al panettone, al gianduia, al cappuccino e tutti gli éclairs salati, pensati per pausa pranzo e aperitivo. Le prossime novità sono prodotti dolci da credenza: mini madeleine, biscottini, meringhe e mini panettoni.

Sempre a Milano, a ottobre, ha raddoppiato la sua presenza Pâtisserie des Rêves, il concept creato da Philippe Conticini a Parigi nel 2009 e che nel dicembre 2015, quando ha aperto il primo locale milanese, ha colpito per l’allestimento spettacolare: non ci sono vetrinette, ma tavoli su cui torte e monoporzioni sono esposti sotto cloche di cristallo. Nel 2016 il marchio è stato rilevato dal maître chocolatier Daniel Mercier, ma ancora si trovano i cavalli di battaglia firmati Conticini, come il Paris-Brest o la tarte-tatin, classici ripensati e alleggeriti con un lavoro basato su tecnica e ricerca di sapori più moderni. A Milano, i dolci che hanno un riscontro più facile sono quelli più conosciuti anche da noi, come la millefoglie e la Saint-Honoré, preparati secondo la tradizione d’Oltralpe. L’adattamento al gusto italiano si vede nella caffetteria, nell’ampia offerta di croissanterie per la prima colazione e nell’introduzione di una selezione di mignon. Nel locale c’è un’offerta anche per la pausa pranzo, incentrata su quiche stagionali, baguette, piccoli croissant salati farciti con prodotti ricercati, come il foie gras, o ancora croque monsieur da accompagnare a vini francesi e Champagne.

Infine Maison Caffet, il marchio del mâitre pâtissier e campione del mondo della pasticceria Pascal Caffet, sviluppato in Italia da Olivier Gallo con un negozio a Milano e uno a Torino. L’offerta spazia dalla pasticceria, con éclair, monoporzioni, torte, dolci al cucchiaio, macarons e biscotti, alla cioccolateria. Tutto è prodotto nel laboratorio centrale di Caffet, in Francia, per garantire il controllo di qualità e assicurare un ampio assortimento, racconta Gallo, che sta lavorando a un nuovo format che dovrebbe includere anche la somministrazione.

Intanto, la pasticceria francese conquista anche gli imprenditori italiani. Sempre a ottobre, ha aperto Île Douce, startup di quattro soci, tra cui il pasticcere campano Fabrizio Barbato, ispirata nello stile se non nei sapori alla pasticceria d’Oltralpe. «Dei francesi ammiro il gusto estetico e la ricerca della perfezione», racconta Barbato, che dallo stile francese ha mutuato anche i formati, incentrando l’offerta sulle monoporzioni, mentre in Italia si prediligono le mignon. «I miei soci e io abbiamo deciso di aprire a Milano perché crediamo che sia più pronta a recepire messaggi food e pasticceria diversi dai canoni tradizionali», conclude Barbato.

Ma quello delle pasticcerie francesi è dunque un fenomeno solo milanese? Ancora per poco, a quanto pare. Maison Caffet ha un punto vendita a Torino, L’Éclair de Génie presidia l’outlet di Serravalle con il food truck l’Ape de Génie. Pâtisserie des Rêves, da parte sua, conferma la volontà di espandersi in altre città, Torino, Genova e Roma in primis.

 

Flavia Fresia

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here