Praline al cioccolato, monoporzioni "di coppia" per San Valentino, tipici dolci di carnevale, galani e frittelle. Poi, naturalmente, le colombe pasquali. Ma il successo della Pasticceria Giotto, un laboratorio nato dentro il carcere di Padova, si misura anche con i 70 mila panettoni sfornati per le ultime feste di Natale.

Tre maestri "fanno lezione"

Stiamo parlando di un progetto sociale di reinserimento al lavoro, che usa la pasticceria come veicolo di rinascita per i detenuti della Casa di Reclusione “Due Palazzi” di Padova. Attenzione agli ingredienti, lavorazione artigianale, "mestiere" di tre maestri pasticceri esterni che quotidianamente offrono il loro sapere ai detenuti coinvolti nel progetto: questi gli ingredienti.

L'apporto degli esterni

"Pasticceria Giotto dal carcere di Padova" è nel suo quindicesimo anno di attività. Conta 40 dipendenti detenuti, regolarmente stipendiati, che lavorano nei laboratori di pasticceria, impegnati nella preparazione e nel confezionamento. Ad affiancarli ci sono anche cinque detenuti tirocinanti, anch’essi retribuiti, che operano come stagisti per un periodo formativo di nove mesi per imparare il mestiere. La squadra è completata da altri quattro dipendenti esterni: un responsabile di produzione, uno per la logistica, un responsabile qualità e un responsabile acquisti.

I canali e i gusti preferiti

Molte aziende hanno scelto il panettone nato nel carcere come regalo per i propri dipendenti (il 60% della produzione è stato venduto su questo canale). Il 27% delle vendite va imputato ai negozi in Italia; l’8% agli acquisti in e-commerce dal sito web  della pasticceria, mentre il 5% va ai due punti vendita di Pasticceria Giotto a Padova, in via Eremitani e in via Forcellini. Apprezzato il panettone classico (80%), esaurito subito il pesca, lavanda e albicocca.

«Risultati concreti nell'abbassamento della recidiva»

Secondo Matteo Marchetto, presidente della cooperativa sociale Work , «vedere concretamente il cambiamento positivo delle persone che vivono quest’esperienza e l’abbassamento della recidiva restituisce estrema soddisfazione. Risultati concreti che ci rendono orgogliosi e dimostrano l’efficacia e il valore del lavoro nelle carceri».

Ernesto Brambilla

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