A volte basta davvero poco per raggiungere la vetta della celebrità. Solo un po’ di cuore. È successo a Simone e Giacomo Orlando, 24 e 28 anni, originari di Galati Mamertino, nel messinese, e da ottobre 2018 titolari di Orlando Bakery a Milano. La loro pasticceria-panificio-gastronomia siciliana ha subito un exploit di notorietà in piena emergenza coronavirus. E il merito va tutto alla loro iniziativa di regalare il pane a chi, piegato dallo stop delle attività lavorative, si ritrovava in difficoltà. Il risultato è che la Orlando Bakery è finita sui tg nazionali come esempio di altruismo; che le caselle di posta elettronica sono intasate di complimenti e offerte di aiuto; e che Simone e Giacomo sono imbarazzati, perché loro non pensavano si accendesse un riflettore così luminoso sulla loro attività.

Pane e arancini "solidali"

«Parte tutto da un post su Facebook su un gruppo chiuso, con dentro persone del quartiere», ci spiega Simone. “Se non hai un lavoro, non ricevi aiuto da nessuno, hai finito la scorta di cibo, non andare a dormire senza mangiare! Scrivici in privato senza vergognarti, accetta quel poco o tanto che possiamo donarti”, recitava il messaggio. Il caso ha fatto un resto: un dipendente di una Tv ha letto e così è partita la sequenza di servizi dedicati alla Orlando Bakery sui tg nazionali. «Ci hanno chiamato da tutta Italia per farci i complimenti, per donare del denaro – ma non possiamo accettarlo, ovviamente -  e persino per regalarci delle mascherine personalizzate. Siamo rimasti sorpresi, noi semplicemente ci siamo resi disponibili a donare pane e tutto il prodotto che restava invenduto a fine giornata». Il panificio-pasticceria, 80 mq più 100 di laboratorio, è al confine sud del quartiere Greco a Milano. «Qui è come un piccolo paesino inserito dentro una città, si conoscono tutti e noi lavoriamo grazie alla clientela abituale. Questa esperienza ha espanso i nostri contatti, e ne siamo felici, ma stavamo già pensando a una espansione con un secondo punto vendita sempre in città».

Simone Orlando ai nostri microfoni

Complimenti, la vostra iniziativa vi ha dato tanta visibilità… meritata. «Non volevamo pubblicizzarla, ci siamo trovati dentro. Già in precedenza donavamo ad alcune associazioni il pane invenduto, e abbiamo anche fornito arancini e cannoli siciliani per una cena offerta dalla fondazione Fratelli di San Francesco. Ma sa quale è la buona notizia? Che nel quartiere la richiesta di pane in dono non è forte. Spero sia un segnale positivo».

Avete un piano per espandervi? «Succede tutto molto in fretta: abbiamo iniziato in tre nel 2018, ora siamo 14. Il negozio è aperto dalle 7 alle 23, il laboratorio praticamente non chiude mai salvo la domenica pomeriggio. Cassata siciliana, cannoli, granita, ma soprattutto vanno forte i nostri arancini. Stiamo lavorando per l’apertura di un secondo punto vendita in città, un “pancaffè” con un’area somministrazione che qui manca. L’idea è di tenere il laboratorio centrale qui per rifornirli entrambi».

Come è andata durante le settimane di quarantena? «Abbiamo attivato un servizio di consegne nostro e funziona, i nostri prodotti sono apprezzatissimi. Gli arancini sono i più apprezzati, li proponiamo in 8 gusti. Fritti al momento e spediti a casa. Ma per tutto quanto lavoriamo con prodotti freschi, selezioniamo e maciniamo noi la carne, prepariamo noi i sughi, insomma lavoriamo direttamente tutte le materie prime. E fa la differenza».

Ernesto Brambilla

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here