«I clienti entrano un po’ dubbiosi e intimoriti, ma escono con il sorriso e questo è il segnale più importante: la formula innovativa di Condividere funziona - è l’analisi dello chef Federico Zanasi a poco più di due mesi dall’apertura del locale -. Piacciono il concetto nuovo di cucina, informale e divertente, il servizio di sala allo stesso tempo informale e professionale, la riscoperta del cibo da mettere al centro della tavola e da condividere, il gioco dello scoprire che quello che ci si aspetta sia un certo piatto che tale non è. E poi la sorpresa e il piacere di una sala dedicata al dolce, ma soprattutto al caffè, al buon caffè estratto in espresso o con il chemex».

Zanasi passa dalla timidezza all'entusiasmo parlando della nuova impegnativa avventura alla direzione del ristorante del nuovo Centro direzionale di Lavazza a Torino. E come ha affermato lo chef, confermiamo che non è possibile non rimanere intimoriti o semplicemente trasognati entrando nella sontuosa scenografia messa a punto da Dante Ferretti, vincitore di tre premi Oscar, che ha firmato l’allestimento del locale, maestoso e al contempo urbano e colorato, con al centro due elementi portanti: il tempo, il vero valore di questo secolo, e il caffè, a cominciare da alcuni silos con i chicchi tostati all’ingresso per proseguire con immagini originali e strumenti per la sua lavorazione. Ma soprattutto dal segno tangibile dell’ideatore e mentore di questo progetto, il filosofo e guru della gastronomia internazionale Ferran Adrià, che, afferma: «Ho sviluppato questo lavoro come atto d’amore verso la famiglia Lavazza. Questo è il ristorante di Federico: io ho messo a disposizione la mia esperienza per aiutarlo a definire e dare sostanza a quello che definisco un ristorante gastronomico e socievole, dove la gente viene per divertirsi e mangiare bene, mentre in un locale di alto livello, si va per concentrarsi su ciò che si mangia e non per dialogare». Da Condividere si fondono due momenti: il salato, nella sala da 50 posti a sedere, e il dolce, in un altro ambiente, il Dulcis in fundo (24 posti), dove ci si sposta una volta conclusa la prima parte del pasto. Molti si stupiscono per questo “pasto itinerante” e rimangono piacevolmente colpiti dalla nuova ambientazione, che ha per protagonisti dolci e caffè. Qui troneggia una vecchia tostatrice della Famiglia Lavazza, mentre le sedute si fanno più comode e i tavoli in alcuni casi più bassi: un’ambientazione da caffetteria, che invita a mettersi comodi per dedicare attenzione al dessert e al caffè, presente in due versioni, il Kaffa, un 100% Arabica di caffè etiopi e il ¡Tierra! composto da caffè 70% Arabica e 30% Robusta provenienti dal Centro e Sud America. Da mangiare con le mani i dolci, a cominciare dalla nuvola di zucchero filato rifinita con polvere di caffè che accoglie, tenta e diverte i clienti di ogni età. In base al menu salato scelto, ne viene suggerito uno dolce. A breve arriveranno anche le preparazioni di coffee design, elaborate dal Training Center con alcuni dei più grandi chef: con Ferran Adrià sono nati Èspesso, Coffeesphere, il Caviale di Caffè, Tandem & Le Voglie, Cappuccino Nitro, Uovo caldo di caffè, Pasas di caffè e molto altro.

 

Nadia Rossi

Gianluca Giordano

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