Gli italiani sono in perenne allerta dietetica, e il contagio del "senza" ha raggiunto ormai tutto il comparto food. Non fanno eccezione le cioccolate, come le nuove referenze senza zuccheri aggiunti inserite per l'autunno nella gamma di Antica Cioccolateria Eraclea.

Stando a una recente indagine dell'agenzia Nielsen, specializzata in ricerche di mercato, sugli stili alimentari, il 38% dei nostri connazionali è attento alla quantità e alla qualità degli zuccheri e il 64% ritiene che sia opportuno evitare gli zuccheri aggiunti. 

Dopo anni di demonizzazione dei grassi, i carboidrati sono il nuovo nemico. Eppure la percezione del consumo pare essere un po' lontana dalla realtà, se è vero che risultiamo essere un popolo piuttosto virtuoso su questo aspetto. Uno studio condotto da Nutrition Foundation Of Italy in collaborazione con 200 medici della Società Italiana di Medicina Generale (Simg) ha mostrato come l'85% degli uomini e il 76% delle donne assume meno zuccheri della quota limite indicata dalle linee guida Larn (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia) e che siamo anche sotto la soglia dettata dalle linee-guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

Le aziende, però, devono tenere conto della percezione del mercato. Eraclea, leader nel settore dei prodotti solubili in polvere per la preparazione di bevande calde e fredde, con l'arrivo dell'autunno propone due grandi classici della tradizione rivisitati: la Cioccolata Bianca e la Cioccolata al Latte nella variante senza zuccheri aggiunti. Entrambi sono inseriti nei due nuovi menu, quello con i 24 gusti della gamma Antica Cioccolateria e quello più ristretto da 12 gusti, solo con i grandi classici.

I due nuovi gusti monodose offrono, senza il peso degli zuccheri aggiunti, la stessa appagante dolcezza e cremosità di sempre, rispondendo al crescente trend del salutismo senza rinunciare al gusto. Completano il servizio le nuove porcellane dal decoro elegante abbellite con grafiche stilizzate ispirate alle materie prime dei prodotti.

Ernesto Brambilla

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