Lasciamo da parte per un momento le scenografiche code fuori dalla Starbucks Reserve Roastery di Milano, fresca di inaugurazione. E con esse anche le ridicole polemiche sull'arrivo della multinazionale in Italia e i dibattiti sulla presunta superiorità del "nostro" caffè rispetto al "loro" (o viceversa). Resta una certezza: di posti come questi la catena del frappuccino ne ha aperti 3 al mondo. Gli altri due sono a Shanghai e a Seattle. Mica male, per Milano, stare in questo trittico esclusivo.

Un gelato molto speciale

Starbucks ha fatto un gran lavoro per modellare l'offerta del suo "luna park" del caffè in piazza Cordusio. Rientra in questo sforzo la collaborazione con il maestro gelatiere Alberto Marchetti, che firma il gelato per l'affogato. Marchetti ha ideato una referenza del tutto inedita: si chiama, infatti, nitro gelato affogato, ed è preparato con l'azoto liquido.

Stupide il cliente

La preparazione acquista così un carattere assai scenografico: la miscela di gelato è messa a contatto con l’azoto liquido ad una temperatura di 197° C e si congela in maniera immediata. Il gelato ha un struttura molto fine, con microcristalli 700 volte più piccoli rispetto a quelli che si hanno con una mantecazione tradizionale. Il tutto sotto gli occhi del cliente.

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La preparazione del gelato con l'azoto liquido
Il gelato affogato servito alla Starbucks Reserve Roastery di Milano

Tre gusti particolarissimi

Sono tre i gusti ideati da Marchetti per Starbucks:

FIORDILATTE, un classico della nostra gelateria, con latte di filiera alpina piemontese e zucchero italiano.

CREMA Al CAFFÈ, una crema all’uovo, realizzata con uova di gallina allevata a terra e latte di filiera alpina piemontese. Per la preparazione: una cold brew del blend Reserve® Pantheon con il latte.

SORBETTO AL CAFFÈ, un sorbetto vegano, realizzato con una cold brew del blend Reserve® Pantheon con aggiunta di zuccheri.

«Sono onorato», dice in una nota diffusa alla stampa Alberto Marchetti, «di essere stato scelto da Starbucks per rappresentare il gelato italiano. È stato un percorso lungo, iniziato lo scorso dicembre, e lavorare con Seattle e Londra è stato emozionante. Il risultato è un gelato unico con una tecnica sperimentata insieme che, ne sono sicuro, piacerà tantissimo ai clienti».

Ernesto Brambilla

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