La gelateria nel Regno Unito registra ottime performance grazie a gusti free from e innovazione. Che sia un esempio da seguire?

Londra. Gelati premium e gusti free from, con l’innovazione - nei gusti e nelle ricette - come elemento fondamentale per crescere: in un mercato del gelato maturo come quello del Regno Unito, i driver della crescita sono questi. Lo spiega un report dell’Istituto del commercio estero di Londra, che si discuterà a margine della premiazione delle Top Gelato Chains (le catene di gelaterie che si sono distinte per vivacità ed espansione) organizzata a Sigep da Sistema Gelato. La chiave è intercettare i gusti dei millennials e delle generazioni ancora più giovani. Il settore del gelato in UK ha registrato buoni risultati negli ultimi cinque anni -  un mercato che vale 504,6 milioni di sterline, con un tasso di crescita annuo previsto dell'1,9% fino al 2027 e un margine del 18% di profitto per gli operatori - con il caldo e l’aumento del reddito disponibile che hanno contribuito all’aumento delle entrate. Gli operatori hanno capitalizzato sulla domanda di prodotti premium - spiega il report - mantenendo una redditività elevata rispetto a costi di materie prime (come vaniglia e latte) fluttuanti.

Mutuando una definizione data da analisti della società di data analisys Kantar, che tiene traccia delle tendenze del mercato alimentare, il gelato è diventato una “miniera d’oro” per i produttori di alimenti. Una tendenza che ha definito il settore è stata la maggiore consapevolezza salutista, e in questo solco troviamo l’aumento della produzione di frozen yogurt, percepito come una alternativa salutare al gelato. I grandi brand hanno lanciato nuove gamme a basso contenuto di grassi o ipocaloriche, mentre sono state introdotte anche varietà free from per i consumatori vegani o con intolleranze. «Gelati prodotti con latte di cocco, di mandorla o avena vanno incontro alle esigenze di diverse tipologie di consumatori, dai vegani agli intolleranti al lattosio - dice Giovanni Sacchi, direttore Ice Londra - e la preferenza di alternative vegetali è una tendenza e una scelta etica sempre più diffusa».

Intervista a Giovanni Sacchi - direttore dell'Italian Trade Agency, Londra

Come si sta sviluppando il mercato UK del gelato? Il mercato del gelato è maturo e l’offerta è concentrata nelle mani di pochi importanti attori. La tendenza che ha definito il settore è stata la maggiore consapevolezza salutista e in parallelo la domanda di prodotti free from. Nonostante ci si trovi di fronte a una vasta scelta di gelati, la domanda di nuovi prodotti da parte dei consumatori, è costante. Parola d’ordine è innovazione, sia attraverso la ricerca di nuovi gusti nelle categorie premium, sia di alternative a base vegetale e ad alto contenuto proteico per andare incontro alle tendenze alimentari del momento.

Che movimenti rilevate nei comportamenti del consumatore? Gli acquirenti sono molto propensi a provare nuovi prodotti, in particolare modo i consumatori più giovani, sempre alla ricerca di novità accattivanti e instagrammabili. Strategia vincente è quella di marchi come Halo Top. Il brand americano deve il proprio successo alle campagne di marketing digitale focalizzate sui millennials e nell’offrire un’alternativa a basso contenuto di calorie e zucchero e ad alto contenuto proteico, classificandosi nella top 10 di gelati in Regno Unito a pochi anni dalla propria nascita.

Quali strategie suggerireste? Sicuramente le alternative a base vegetale, ma anche quelle a basso contenuto di calorie e zuccheri ed altamente proteiche sono in forte espansione in quanto vanno incontro alle richieste attuali del mercato. Con l’affermarsi di una sempre maggior coscienza salutista, proporre alternative che garantiscano la stessa qualità e bontà di prodotti noti, ma con meno zuccheri, grassi saturi e calorie può rappresentare un’opportunità interessante. Per i marchi “cult”, la strategia di diminuire le dimensioni dei gelati monoporzione per tagliare le calorie verrebbe incontro alle esigenze di chi non vuole rinunciare al gusto di sempre, pur avendo un occhio alla bilancia.

Banca dati

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