Ad aziende chiuse, uno dei grandi interrogativi degli imprenditori, dai piccoli ai grandi, è: chi ci aiuterà? Come faremo a tutelare la nostra azienda e le persone che ci lavorano? Domande che a oggi non hanno risposta. Bisognerà inventarsi una strada, usando gli strumenti esistenti e quelli che verranno messi a disposizione nell'immediato futuro per far fronte a un'emergenza che sarà dolorosa per tutti.

Lorenzo Ferrari, titolare della società di consulenza Ristoratore Top, ha invitato in una diretta Facebook nel suo gruppo "Un bicchiere con Lore" Filippo Sironi, imprenditore della ristorazione e socio di Apg Consulting, studio di consulenza per l’efficientamento del costo del lavoro, a fare chiarezza sugli strumenti a disposizione oggi, in attesa che venga varato il decreto con gli aiuti straordinari.

 

 

Lanciando un messaggio chiaro: cominciate a prepararvi con tutte le carte in regola, perché solo così si potrà accedere agli aiuti stabiliti.

Gli strumenti di flessibilità contrattuale individuale

La Fipe, sul proprio sito, ricorda innanzitutto l'utilizzo degli strumenti di flessibilità contrattuale individuale.
Queste le tre raccomandazioni che potete leggere anche sul sito Fipe:

  • ferie: è raccomandato ai datori di lavoro di promuovere, fino al 3 aprile, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di ferie residue;
  • permessi retribuiti: così come previsto dal Ccnl 8 febbraio 2018, limitatamente alle 72 ore annuali di permessi retribuiti, già maturati da ciascun dipendente, l’azienda potrà far fruire i suddetti comunicandolo allo stesso senza alcun accordo formale;
  • distribuzione multi periodale dell’orario di lavoro: così come previsto dal Ccnl 8 febbraio 2018, la programmazione di una minor durata dell’orario di lavoro settimanale rispetto al normale orario di lavoro contrattualmente previsto delle 40 ore, deve prevedere un successivo recupero compensativo di durata pari alla precedente riduzione oraria applicata.

Gli ammortizzatori sociali

«Ad oggi - spiega Sironi - i due ammortizzatori sociali a cui si può fare ricorso per fronteggiare situazioni di emergenza sono: il Fis (Fondo d'Integrazione Salariale) per quelle con più di 15 dipendenti (o le aziende da 5 a 15 dipendenti che hanno avuto una riduzione dell'attività fino al 60%) e la Cassa Integrazione in deroga (aziende fino a 5 dipendenti e aziende da 5 a 15 dipendenti che hanno avuto una riduzione di attività superiore al 60%).

Per avere accesso a questi strumenti occorre avere pronti questi tre elementi. L'invito, per chi non lo avesse ancora fatto, è di prepararli subito anche in vista di futuri strumenti che verranno messi a disposizione:

  1. screening dimensionale dell'attività
  2. date di assunzione
  3. calcolo ferie/rol

Screening dimensionale dell'attività

Occorre stabilire la dimensione della vostra azienda in termini di numero di addetti.
Per farlo va calcolata la media di unità lavorative degli ultimi sei mesi.

In che modo? Queste le regole:
a. contano assunti a tempo indeterminato e determinato, apprendisti e lavoratori a chiamata con anzianità superiore a 90 giorni; non si contano amministratori, stagisti e lavoro somministrato;
b. ogni full time a 40 ore conta uno;
c. per ogni part time si sommano le ore lavorate, si divide per le ore di un full time e si arrotonda per eccesso: così se uno ha tre part time da 18, 20 e 24 ore dovrà calcolare 62 ore e dividerle per 40 (corrispondente a un full time): il risultato è 1,55: significa che vanno contate 2 unità lavorative.

Date di assunzione

Preparatevi questi dati:
1. quante persone sono state assunte negli ultimi 90 giorni?
2. esistono contratti in scadenza?

Ferie e permessi

Fate un prospetto preciso, per ogni dipendente, della situazione di ferie e Rol residui.

Come funzionano (ad oggi) Fis e Cassa integrazione in deroga

Ad oggi l'accesso a entrambi gli strumenti è subordinato alla sottoscrizione di un accordo sindacale e alla richiesta all'Inps (Fis) o allo sportello regionale (Cassa in deroga). La norma è che l'azienda anticipa il contributo che poi viene computato come credito di imposta. Queste regole, tuttavia, sono destinate a essere modificate dal nuovo decreto allo studio del Governo.

Andrea Mongilardi

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