Pandenus ovvero - per citare il vero dialetto milanese - “pan e nus” pane e noci, tradizionalmente ritenuti alcuni tra i più preziosi alimenti, tanto da essere definiti un tempo “il cibo degli sposi”. A fare eco a questo antico amore per il pane, ci ha pensato Filippo Lecardane, che ha aperto nel 2007 il suo primo Pandenus, per l’appunto: una grande e poliedrica bakery che da anni è diventata un punto di riferimento per i milanesi.

A ruota sono stati inaugurati altri cinque punti vendita in città, sino a quello più recente nella scenografica cornice di piazza Gae Aulenti, a due passi dai grattacieli green di Porta Nuova. Una location davvero particolare per un nuovo locale che si affaccia sull’esterno grazie a ben 26 vetrine, accanto alla ormai famosissima Biblioteca degli Alberi. Un progetto per uno spazio interno di 220 mq e un dehors di 150 m, un locale che potrà ospitare fino a 170 persone, occupando l’intero piano terra del Coima Building.

Se la facciata esterna è rigorosamente vetrata, scandita da moduli rettangolari e corredati da tende oscuranti a rullo meccanizzate, il perimetro interno è caratterizzato da una sorta di seconda “pelle” che consiste in un’imponente libreria in legno di rovere attrezzata con una serie di scaffali e grandi mensole, per chi predilige una consumazione più easy e veloce.

Il progetto che porta la firma dell’architetto Patrizia Quartero in collaborazione con Mpa architetti di Giuseppina Motta, ha un aspetto spiccatamente internazionale e decisamente eco friendly, non solo nella scelta attenta dei materiali, ma anche nella volontà di riportare all’interno del locale il tema del verde, simbolo di una nuova Milano a impatto zero.

«Partendo dal presupposto che anche l’edificio esistente in cui si andava ad inserire il nuovo progetto ci ha fornito un certo imprinting - sottolinea la stessa Quartero - questo è un Pandenus dal design più contemporaneo, che pur riproponendo alcuni punti chiave del format oramai di consolidato successo, vede una sorta di rivisitazione in chiave più internazionale degli ambienti interni, completamente open space, e degli stessi arredi».

Anche il grande bancone, elemento portante e caratterizzante in ogni locale della catena, qui diventa un banco più performante, con un aspetto decisamente sartoriale, disegnato e pensato su misura per questo Pandenus. È imponente nelle sue dimensioni e nell’impiego di materiali importanti come il legno e il marmo, accostati tra loro con grande eleganza. Ma è anche pensato per trasformarsi nell’arco della giornata, adattandosi, come il resto del locale alle varie esigenze dei clienti, ora dopo ora: se la mattina le vetrine espongono una ricca gamma di brioche e dolci per la prima colazione, con la luce naturale proveniente dall’esterno che invade l’ambiente, verso sera le luci si fanno soffuse, gli stessi espositori a vista vengono coperti con una sorta di cover in pelle e il bancone si trasforma in uno spazio adatto ad accogliere la clientela che si vuole concedere un aperitivo in un’atmosfera particolare e molto accogliente. «Il nuovo Pandenus è un locale in transizione», come lo ha definito Patrizia Quartero, capace di trasformarsi durante il giorno senza mutare la sua personalità e la sua essenza di caffetteria.

 

Ernesto Brambilla

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