Nel centro storico di Iseo trovate una pasticceria che si presenta come un tuffo in avanti nel tempo. Prima però, per raccontarne la storia, bisogna farne uno indietro. Più di un secolo fa, nel 1913 Pietro Nazzari, bisnonno dell’attuale proprietario, fonda una forneria che diventa subito, grazie anche alla posizione strategica, un importante punto di riferimento della vita cittadina. Qualche anno fa, Fabio Nazzari, maestro cioccolatiere, l'ha trasformata in una pasticceria. Ma non è tutto: solo con l’ultima, attuale ristrutturazione lo spazio diventa un locale dal design avveniristico, un luogo lontano anni luce dalla formalità tipica delle pasticcerie più convenzionali. Qui, contro ogni prevedibilità, gli interni sorprendono, a partire dall’ingresso, dove alla consueta vetrina d’esposizione fanno da contrappunto le pareti, rivestite da scaffalature in OSB che plasmano gli spazi con tagli irregolari. Più ci si addentra, più ci si trova avvolti da una successione di lamine in legno che rivestono pareti e soffitti, disposte in una sorta di stratigrafia ordinata ad intervalli regolari che scandiscono lo spazio.

L’OSB è un materiale decisamente umile, ottenuto dagli scarti del legno, eppure qui è utilizzato con un fine più ardito, che ne valorizza la resa estetica. Non solo. Come spiega l’architetto Enrico Armanni di Bonstudio «non costituisce solo un semplice paramento estetico ma, tramite precise variazioni di forma, svolge diverse funzioni: ripiano per il retro banco, accogliente seduta per gli avventori e, infine, elemento di suddivisione interna». A fare da fondale a queste lamine, le pareti e il soffitto sono tinteggiate di scuro, così da dare maggiore profondità e amplificare l’effetto ottico creato dall’OSB. Lo stesso materiale è usato anche per creare una parete attrezzata, proprio di fronte al banco, nata dalla necessità di avere contenitori in più e ripiani per l’esposizione dei prodotti: qui, fuori dalla vista dei clienti, vengono stoccate le scorte dei prodotti o le scatole per il confezionamento della pasticceria. Arredi apparentemente solo funzionali diventano l’occasione per realizzare espositori strategicamente illuminati, quasi come se fossero piedistalli per dare risalto alle torte più scenografiche. Oltre ai più classici tavolini e alle panche, sono state ricavate due nicchie di fronte al bancone, nelle quali sono state collocate a parete un tavolino e due sedute: è una soluzione informale dalla duplice utilità, riduce la congestione davanti al banco e, nello stesso tempo, offre un’alternativa più intima e informale agli avventori. Sul fondo del locale, il laboratorio è a vista dietro una parete vetrata e, per renderne ancora più evidente la presenza, è indicata con il disegno di uno degli attrezzi più utilizzati dai pasticceri: una frusta che spicca sulla porta d’ingresso.

Barbara Delmiglio e Chiara Naldini

Giovanni Nardi

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