Dieci anni in 10 cioccolatini, anzi 11 contando l'ultimo nato: la bottega di Torino di Guido Gobino in via Lagrange 1, festeggia un traguardo importante presentando il Tourinot N.10, con il cioccolato fondente che incontra la morbidezza del gianduja.

Gobino è forse il maitre chocolatier italiano che più di ogni altro ha rilanciato l'immagine della cioccolateria torinese nel mondo. Il suo Tourinot ha fatto scuola e la sua bottega di via Lagrange, nella quale si è insediato appunto nell'ottobre del 2007, è diventata quasi una meta turistica. La sua storia però è ben più consolidata e ha radici negli anni '60, quando il padre Giuseppe lavorava alla Fabbrica di cioccolato e caramelle di via Cagliari. Ne divenne unico titolare nel 1980 e, da quel momento, anche grazie all’arrivo di Guido in azienda, si avviò un processo di specializzazione e ricerca nel settore del cioccolato, privilegiando i prodotti tipici torinesi quali il Giandujotto, la crema Gianduja da spalmare e il Cioccolato con nocciola. Con gli anni '90 inizia una fase di imprenditorialità ed espansione, con gli anni 2000 i riconoscimenti internazionali e la consacrazione.

Nel 2011 Gobino ha aperto a Milano in Corso Garibaldi, nel 2014 invece altra inaugurazione, quella di un punto vendita e degustazione disegnato da Pininfarina presso l’Aeroporto di Caselle. Ma la location di via Lagrange è particolare, dentro i locali di una vecchia tipografia.

Protagonisti degli ultimi 10 anni sono stati tanti, come le ganaches, praline di cioccolato alla francese tagliate alla chitarra, ricoperte e finemente decorate a mano, o il vernuji, la versione del cuneese al rhum di Guido Gobino composta da una base di meringa con ganache al rhum agricole ricoperta del blend 75%. Il cioccolatino chontalpa, contraddistinto da una ricchezza aromatica in tre diverse percentuali di cacao (63%, 70% e 80%) e nato nel 2014, è un presidio Slow Food: per questa ricetta viene utilizzato esclusivamente il cacao proveniente dalla regione messicana omonima.

«Sono molto orgoglioso di aver raggiunto questo importante traguardo perché grazie al lavoro e alla passione di oltre trenta persone questo luogo è diventato un simbolo dell’artigianalità cioccolatiera e soprattutto della città», afferma Guido Gobino in una nota diffusa alla stampa, «siamo affezionati alla nostra tradizione ma il nostro sguardo è sempre rivolto al futuro».

Ernesto Brambilla

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