Il montaggio non è "isterico", sembra voler rispettare i tempi lunghi di lievitazione del panettone. La voce che accompagna lungo la storia della Pasticceria Cucchi è quella del titolare Cesare, 85 anni, icona e memoria del locale di Corso Genova celebrato nel documentario "Cesare Cucchi. Storia di una pasticceria milanese".

Presentato il 12 ottobre, in occasione del compleanno del titolare della pasticceria, con un evento pubblico alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala, il filmato rappresenta l'avvio di un progetto più ampio chiamato Tavola (prodotto da Circus srl), che vuole raccontare Milano attraverso arte, fotografia, video, studio del territorio e, soprattutto, testimonianze delle più importanti realtà produttive. Come quella della famiglia Cucchi.

La Pasticceria ha compiuto 81 anni, dal 1936 a oggi è riuscita a rimanere fedele al suo spirito originario e mischiare due identità: quella di locale "di quartiere", con una clientela fissa e in molti casi illustre, e di luogo cosmopolita e aperto ai turisti. Un’attività senza tempo capace di attraversare le mode e gli sconvolgimenti vissuti da Milano e dal quartiere Ticinese. Oltre alle attività del laboratorio e del caffè, infatti, si apprezzano nel documentario anche gli scorci di storia milanese, a partire dalla prima apertura del locale, allora un caffè concerto inusuale per la sua collocazione periferica; poi sono arrivati i bombardamenti e la trasformazione in pasticceria dopo il 1943.

Oggi gli arredi sono ancora quelli degli anni '50. Intorno il mondo è cambiato, Cucchi è rimasta identica a sé stessa. Certo, il signor Cesare è meno presente di un tempo, ma non rinuncia a sedere al suo tavolo quando può. Le figlie Vittoria e Laura sono la terza generazione che ha deciso di dedicare la vita alla pasticceria di Corso Genova, Locale Storico d'Italia dal 2002 e Bottega Storica della città di Milano dal 2015.

«Sia io che mia sorella volevamo seguire strade diverse: io sono laureata in Letteratura americana, lei in Legge», spiega a dolcegiornale.it Vittoria Cucchi. «La scelta di continuare l'attività di famiglia è arrivata con calma e non è stata semplice, non si può descrivere la sensazione di far parte di questo piccolo mondo». Oggi sono una trentina le persone che lavorano da Cucchi tra negozio e laboratorio, all'angolo tra Corso Genova e Piazza Resistenza Partigiana.

Alcuni tra gli avventori storici della pasticceria sono stati intervistati e compaiono nel documentario: tra loro il filosofo e scrittore Franco Bolelli, lo scrittore Stefano Zecchi, il direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti. Tutti affezionati al particolare clima del locale, ma anche e soprattutto a pasticcini e torte. In passato persino Giuseppe Ungaretti sedeva tra questi tavoli, che servono non solo una pasticceria ma un locale più completo, famoso anche per l'aperitivo.

«Questo documentario è il primo tassello di un puzzle più ampio», ci spiegano gli ideatori Alessandro Villata e Simone Pallotta, «ora l'obiettivo è quello di farlo girare in un circuito di festival e poi proseguire con il racconto di altre attività commerciali uniche e degli individui che ne sono protagonisti».

 

Ernesto Brambilla

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