Sette mesi, 40 candidati - a maggioranza femminile, con 28 ragazze e 12 ragazzi - e, alla fine del percorso, il sudato diploma per i giovani che hanno seguito il Corso Superiore di Pasticceria promosso da ALMA - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Colorno (Parma): la 26esima edizione del corso di formazione si è appena conclusa e i 40 ragazzi hanno conquistato il titolo di Professionista di Pasticceria Italiana dopo la valutazione di maestri della categoria come Iginio Massari, Gino Fabbri e Paolo Sacchetti, Lucca Cantarin e Luca Sacchi.

I migliori studenti di questa edizione del Corso Superiore di Pasticceria sono risultati Roberta Vizzarri e Luca Federici, selezionati in base al voto dell'esame finale. Una prova composta da tre valutazioni: l'esame personale, con la presentazione alla giuria di tre dolci ideati dai ragazzi (una mignon presentata su una scultura artistica, una monoporzione e una torta a tema, quest'anno la meringa); l'esame imposto, ossia la realizzazione di due torte scoperte al momento dell'esame stesso; l'esposizione della tesi.

«La mia riguardava le tradizioni culinarie di Prato e dintorni», spiega a dolcegiornale.it Roberta Vizzarri, che ha sfruttato per questo gli ultimi tre mesi del corso, in stage presso la pasticceria "Mannori La Maison" di Agliana (Pistoia) al servizio di Luca Mannori. «Incredibile lavorare in quel laboratorio», spiega, «Mannori è un campione del mondo e si vede, fanno numeri incredibili con pochissime persone». Roberta ha le idee chiare: «Mi è piaciuto molto lavorare sulle torte moderne, anche perché è una pasticceria molto diversa da quanto ho vissuto nel panificio-pasticceria dei miei a Mafalda (Campobasso), molto più tradizionale. Il mio obiettivo è fare tante altre esperienze perché non si può imparare tutto in sette mesi, e poi riportare tutto "a casa" e alzare il livello della nostra offerta».

Luca Federici, mantovano ventiseienne residente a Gussola (Cremona), è riuscito a ritagliarsi uno stage presso la Pasticceria “Veneto” del Maestro Iginio Massari. «Anche io penso che muoversi il più possibile sia necessario per ampliare le conoscenze e affinare le tecniche», spiega. «Il domani? Ho il sogno di aprire una pasticceria mia, qui in Italia. Ho fatto un pensiero all'estero, ma solo per una ulteriore fase di apprendimento. Ho in testa Parigi: lì ho visto pasticcerie di altissimo livello, da loro c'è tanto da imparare. Non per la creatività "pura", per quella non siamo secondi a nessuno, ma penso che da noi la pasticceria non sia altrettanto valorizzata. Non le diamo, diciamo così, nemmeno il giusto prezzo, almeno ai livelli dall'intermedio in giù».

Ernesto Brambilla

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