Alla ricerca di chi ha innovato nel solco della tradizione

Come sono stati scelti i locali in queste pagine? Il nostro criterio non è qualitativo: non abbiamo voluto fare una classifica delle migliori pasticcerie e gelaterie di Napoli. Ci ha guidato, piuttosto, la curiosità di andare a vedere come tradizione e innovazione si incontrano (o non si incontrano affatto).

Pintauro esemplifica l'ancoramento al passato, Mennella, invece, l'energia imprenditoriale di una famiglia che ha costruito un piccolo gruppo scommettendo sulla qualità.

 

Prime colazioni a domicilio e merende son servite

Ci troviamo nella "caffettuoseria" dove Gay Odin, antica azienda napoletana del cioccolato, propone un modo nuovo di consumo in un ambiente informale in stile coffee shop. Entrando, salta subito all'occhio il décor: pilastri "rivestiti" di Foresta (uno dei prodotti più noti del marchio), banconi a forma di tavoletta di cioccolato, poltroncine come praline. Non c'è servizio ai tavoli, si ordina, si paga e ci si accomoda col proprio vassoio, senza sovrappezzo per la seduta. L'offerta ruota intorno al cioccolato declinato in vari modi. Ci sono i classici Gay Odin, dalle ghiande ai gelati. Ci sono le specialità che si trovano solo qui, come i caffè al cioccolato, tra cui caffufo (al tartufo), caffeiotto (al gianduiotto) e scorretto (con liquore al cioccolato), o i "cicchetti" di cioccolato liquido. Ci sono anche cornetti e torte, come la Caprese, sfornati dal laboratorio di pasticceria. Dulcis in fundo, la possibilità di fare merenda con pane e cioccolato. O di farsi recapitare la colazione a domicilio: una scatola piena di golosità a scelta del cliente.

Ferrieri, specialista della sfogliatella e inventore del konosfoglia

Antonio Ferrieri, specialista della sfogliatella da oltre 25 anni, conosce così a fondo la tradizione da non aver paura di innovare. È stato lui ad avere l'idea delle sfogliatelle salate, ripiene di verdure o specialità tipiche napoletane, come la genovese. È stato sempre lui a lanciare il Konosfoglia: cono di sfogliatella riccia riempito al momento di gelato soft al gusto di sfogliatella (brevettato da Ferrieri), poi ricoperto, a scelta del cliente, con crema di cioccolato o pistacchio e topping diversi. Una modalità pensata per il passeggio e per destagionalizzare il consumo. Chi preferisce sedersi a uno dei tavolini del dehors può provare il percorso di degustazione: una serie di 4 coni mignon con topping diversi presentati su un portacono multiplo. Altra specialità della casa, la borbonica: un involucro di sfogliatella riccia che racchiude un cuore di babà. La sintesi della pasticceria napoletana. Prezzo del Konosfoglia: 3 euro. Il locale si trova a due passi dalla Stazione Centrale, in posizione ideale per chi arriva e, soprattutto, per chi vuol portarsi a casa un dolce souvenir.

Il Gelato di Mennella è... rock napoletano

Il profumo di cialde calde che risale via Toledo e le persone in fila: questo colpisce chi si ferma davanti alla minuscola gelateria (non ci sono posti a sedere). Chi entra, nota subito la vetrata dietro la quale un artigiano cuoce cialde per i coni a ritmo continuo. Non c'è molto spazio per girarsi, ma il negozio è lindo, il personale cortese. Nell'attesa di raggiungere la cassa, si leggono i cartelli che raccontano come il gelato sia 100% naturale, preparato con ingredienti freschi e frutta di stagione, prediligendo Dop e Igp del territorio campano, e mantecato al momento nel laboratorio a vista. I gusti originali includono Mennella Rock (cookies & cream), cremino Mennella (con arachidi), mandorla e arancia, gelso del Vesuvio. Sul bancone spiccano le bottiglie di latte di mandorla, altra specialità della casa. Il gelato è ottimo, come faceva presagire la coda. Da 2,50 a 3,50 euro per un cono. Questo è uno dei 5 locali che i fratelli Vincenzo, Giuseppe e Roberto Mennella hanno aperto in città, altri si trovano a Torre del Greco e Portici.

Ospitalità partenopea home made da Pintauro

L'insegna è leggendaria, la sfogliatella l'hanno fatta conoscere loro nell'800. Anche chi non è di Napoli ne ha sentito parlare, tutte le guide la segnalano. Inevitabilmente, le aspettative sono alte.

La vetrina d'epoca è elegante e aggraziata. Qualcosa, però, stride: saranno le lattine e le bottiglie di bibite affastellate come in una bancarella per turisti? Ci avviciniamo per vedere che altro è esposto in vetrina: un paio di vassoi con taralli e meringhe. Per fortuna si intravvede all'interno l'insegna luminosa "Sfogliate calde" che invita a entrare: siamo nel posto giusto. Dietro il bancone occhieggia il forno da cui escono ricce e frolle, spargendo un delizioso profumo. Tutto, all'interno del negozio, parla di un'altra epoca e di una Napoli popolare: i rivestimenti in marmo, il quadro della Madonna, i ritratti degli antenati. Quel che però ricordiamo della nostra visita non è la sfogliatella, ma l'accoglienza senza un saluto o un sorriso. Non pareva nemmeno di essere a Napoli. Prezzo sfogliatella: 2 euro.

Flavia Fresa

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