Un piccolo caseggiato di due piani nel centro di Carignano, 20 chilometri a Sud di Torino, restaurato con le sua mani. Per Marco Serra questo posto è casa, e ora ha deciso di ritornarci per aprire una gelateria che porta il suo nome. Per l'inaugurazione domenica 3 settembre ha omaggiato i presenti di 2600 coni. «E non ho ancora finito di contare le coppette», spiega lui a dolcegiornale.it.

Già anima di Mara dei Boschi, due gelaterie ad Alba e a Torino, Serra ha deciso un anno fa di prendere un'altra strada e lasciare tutto in mano agli ex soci. «Avevo altre idee e io e mia moglie ci siamo staccati perché avevamo in mente un'altra forma di gelateria, easy, leggera, un gelato davvero "pulito"». Il pulito di Serra è un gelato leggero, mai troppo grasso e soprattutto il cui gusto non è mai viziato dal benché minimo ingrediente "estraneo". «Uso addensanti diversi da quelli adoperati dalla maggioranza in gelateria, come carruba, guar, gomma di tara. Io impiego solo la maranta e la corteccia di baobab, che risultano praticamente neutri sulle papille gustative, non lasciano tracce di sapore che potrebbero invece mischiarsi a quello del gusto principale. In questo modo il gusto è esaltato: se propongo una nocciola si sente solo la nocciola».

Serra punta a esaltare i prodotti del territorio: Carignano è inserito in un territorio ricco di prelibatezze enogastronomiche grazie alla vicinanza con Carmagnola, che può vantare il peperone e il seme di canapa, uno dei più pregiati al mondo. «Accanto alla linea dei gusti classici ho predisposto un gelato gastronomico: c'è quello alle olive taggiasche e il sorbetto al peperone; l'obiettivo naturalmente è di stare attentissimi alla stagionalità. Per una mia precisa politica niente cioccolato al latte, ma solo fondente e gianduia». In laboratorio una macchina Frigomat, «perfetta per il sistema di lavoro che ho impostato e con la quale collaboro da anni», spiega Serra.

Per ora si parte con il minimo indispensabile: Marco Serra in laboratorio e la moglie Marina al banco. Arredi&Design di Buttigliera d'Asti ha curato l'arredo e il bancone da 6 metri e quaranta che accoglie i clienti e propone i 20 gusti. Al restauro, per i lavori di carpenteria, ha messo mano direttamente il gelatiere titolare: «I muratori e gli idraulici hanno fatto la parte strutturale, ovviamente, ma tutto il cartongesso, i legni, la decorazione e la pittura...lo abbiamo fatto noi, io e mia moglie. Mio zio era un ebanista e ho imparato da lui riparando i barconi in riva al Po. Mi piace restaurare mobili antichi, metterci le mani. Del resto è anche quello che serve per fare un buon gelato».

Marco Serra nella sua nuova gelateria a Carignano
Il bancone di 6,40 metri

 

 

Ernesto Brambilla

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