Milano. Fino a un paio di anni fa l’unico format della catena di gelaterie Le Botteghe di Leonardo era quello del negozio di gelateria, ma nel 2015 è stata lanciata la formula "all day long", testata dapprima ad Aversa (Caserta) e poi, alla fine del 2016, a Milano in corso di Porta Romana. Quest’ultimo locale permette di vedere come funziona la nuova offerta per tutta la giornata: bar caffetteria con croissanterie per la tipica colazione all’italiana, gelateria e pasticceria gelata, un’offerta light lunch studiata per chi vuol mangiare sano e genuino con salad bar per comporre insalate a piacere, panini gourmet, zuppe e arancini, centrifughe e frullati, succhi di frutta e bibite bio, il tutto disponibile fino a tarda sera per merende, spuntini e cene leggere.

Una ventina i posti a sedere, divisi tra tavolini, tavolo comune e mensola con sgabelli. Ambiente luminoso, colori chiari, atmosfera accogliente e personale giovane e sorridente completano l’identikit del locale. Più in dettaglio Le Botteghe di Leonardo appartiene a una cordata di imprenditori che ha come soci di riferimento le famiglie Auricchio (industrie casearie) e De Marco. La sede è a Napoli. Nata nel 2010, oggi conta una decina di punti vendita in Italia e in Brasile, tutti a gestione diretta, con l’eccezione di un paio di negozi in franchising in Italia.

L’accento è sulla naturalità delle materie prime, in buona parte bio, e sull’assenza di conservanti ed emulsionanti. Per garantire alti standard di qualità, la produzione è centralizzata nel laboratorio di Mori (Trento). «Utilizziamo latte crudo di vacche allevate sulle montagne del Trentino e pastorizzato da noi - racconta Leonardo Auricchio, il giovane direttore generale della catena -. A Mori possiamo anche attingere ad acqua di sorgente e alla migliore produzione di frutta di stagione trentina». La Nocciola è Igp del Piemonte ed è fornita da Guido Gobino, il Pistacchio nasce da 100% pistacchi di Bronte certificati prodotti dall’Azienda Agricola Di Sano. Quindi, il gelato arriva già pronto da servire nei punti vendita. Viene spedito dal nostro laboratorio produttivo in Trentino 2-3 volte a settimana seguendo la catena del freddo a -20 °C. Successivamente viene portato a temperatura di somministrazione all’interno dei pozzetti in ciascun negozio.

L’offerta è studiata per accontentare anche persone che hanno intolleranze o che per altri motivi vogliono evitare questo o quell’ingrediente: circa la metà dei gusti di gelato è senza lattosio o glutine, due i gusti alla stevia e ci sono anche gusti per vegani. «Vogliamo che chiunque entri in un nostro negozio possa poter mangiare qualcosa», afferma Auricchio. Oltre ai gelati, anche i cornetti sono prodotti nel laboratorio di Mori: surgelati, sono farciti in negozio dopo la cottura. Gli altri prodotti dolci e salati sono realizzati da un fornitore di fiducia su ricetta de Le Botteghe di Leonardo. 

Direttore generale de Le Botteghe di Leonardo e responsabile del business development, Leonardo Auricchio rivela a Dolcegiornale i dettagli del progetto.

Leonardo Auricchio, direttore generale e responsabile sviluppo Le Botteghe di Leonardo

La formula all day long era già prevista dall’inizio o è nata strada facendo?
È stata elaborata strada facendo, per destagionalizzare l’attività e perché ci sembrava interessante avere un’offerta complementare, coerente con la nostra filosofia: chi vuole un buon gelato è la stessa persona che vuol consumare una buona colazione, un buon caffè, un buon pranzo o una buona cioccolata calda. È una formula attraente per i potenziali franchisee.

Come sta funzionando il locale di corso di Porta Romana a Milano?
Molto bene. Si è già creata una clientela fidelizzata per l’espresso, che è a marchio Caffè Borbone di Napoli, e per la prima colazione. Stiamo lavorando per far conoscere il nostro gelato.

Quali sono i vostri programmi di sviluppo?
Ulteriore espansione in Brasile, dove abbiamo quattro locali e un quinto in apertura, e nel resto dell’America Latina. E rafforzamento della posizione di mercato in Italia, con apertura di punti vendita in città strategiche come Firenze, Roma e Napoli, oltre che con l’apertura di altri locali a Milano.

Flavia Fresia

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