Prendi un gelato e ne paghi 2. No, non sono impazziti da Grom, la catena di gelaterie di alta qualità ideata da Guido Martinetti e Federico Grom nel 2003, oggi parte del gruppo Unilever. Semplicemente hanno riconfermato la partecipazione a Gelato sospeso, iniziativa solidale promossa da Salvamamme, l’associazione che da 15 anni si adopera per contrastare l’abbandono e la solitudine delle mamme e delle famiglie in forti difficoltà economiche e sociali. L’azienda piemontese infatti aderisce all’iniziativa sin dalla sua prima edizione.

Funziona un po’ come l’antica tradizione napoletana del “caffè sospeso”, cioè pagato da ignoti e offerto a chi non può permetterselo, solo che qui l’oggetto è il gelato. In tutte le gelaterie Grom d’Italia si potrà scegliere, per tutta l’estate, di acquistare un gelato e pagarne due. Il secondo resterà appunto “in sospeso”, in attesa di poter essere preparato per una famiglia in difficoltà che lo richiederà entrando nelle gelateria.

Se alla fine dell’iniziativa saranno rimasti dei fondi non utilizzati, questi saranno devoluti all’associazione per essere destinati ad altri progetti. L’obiettivo, ancora una volta, è quello di offrire un piccolo momento di felicità a chi ne ha bisogno. Nella sezione Come funziona del sito di Gelato sospeso ci sono tutte le informazioni per le gelaterie che vogliono aderire all’iniziativa, oltre ai materiali scaricabili (locandine, volantini). L’offerta si lascia nel vaso trasparente messo a disposizione dalle gelaterie che aderiscono al progetto, che emetteranno uno scontrino al momento della consegna del gelato alla famiglia che lo riceverà.

Solo nel suo primo anno di “vita”, nel 2015, l’iniziativa promossa da Salvamamme ha distribuito 20 mila coni in tutta Italia. Nel frattempo le gelaterie coinvolte sono salite sopra quota 400 e il totale dei gelati distribuiti con questa formula è arrivato a quota 60 mila.

Quella del gelato non è la sola iniziativa solidale di questo tipo in Italia: negli ultimi anni simili progetti hanno preso piede e oggi sentiamo parlare anche di "pizza sospesa" o di "pane sospeso", sempre con la finalità di dare un aiuto concreto a chi ne ha bisogno.

Ernesto Brambilla

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