Inaugurata da poco a Jesi, la nuova gelateria By Nice è il secondo punto vendita sul territorio marchigiano, dopo quello di Fabriano. Il locale, su circa 120 mq in posizione centrale, lungo un viale già sede di alcune delle gelaterie storiche della città, fa del nome la sua identità: nato dalla contrazione di “natural” e “ice”, il nome stesso esprime l’anima del locale esplicitata anche nello slogan “naturalmente gelato” che gli fa da contrappunto sul lato lungo del bancone d’ingresso. Naturalità intesa non solo nella produzione, ma anche nelle scelte progettuali che hanno visto l’impiego di materiali naturali e temi legati alla natura. Così By Nice (visita qui il sito) si trasforma nella metafora di un villaggio immerso in un bosco contemporaneo, un interno-esterno immaginato per diventare vetrina di se stesso. Da qui la scelta in primis di non apporre nessun espositore per allestimenti temporanei o permanenti a ridosso del perimetro esterno, lasciando le due grandi vetrine su strada visivamente aperte sull’interno, in una relazione accogliente e reciproca con l’esterno. Al suo interno lo spazio è stato strutturato in due zone ben distinte: una caratterizzata dalla presenza di un grande bancone vendita per il consumo rapido e da alcuni tavoli e sedute per soste veloci, l’altra destinata alle soste prolungate e arredata con una serie di tavoli e di postazioni dall’insolita forma stilizzata che riproduce le sagome di piccole casette. Il tema della naturalità trova la massima espressione nell’essenza calda e avvolgente del legno di quercia che ricopre il pavimento, alcune sedute, alcuni sgabelli realizzati con tronchi naturali e il grande bancone all’ingresso. A fare da contrasto, il bianco rigoroso delle pareti e delle sagome in cartongesso delle casette, spezzato solo dall’impiego di differenti carte da parati per i fondali e di stoffe dalle vivaci fantasie per alcune delle sedute. Sul soffitto, una serie di tubi industriali in pvc azzurro disegnano un originale sistema di illuminazione, come fosse un intreccio di rami artificiali che dall’alto fa luce sul “villaggio” sottostante. Il grande bancone vendita, a L con un ampio piano in marmo Calacatta, resta il fulcro attorno al quale ruota tutta l’attività: è organizzato con carapine che, pur generando un’impressione di artigianalità e professionalità, cela il prodotto alla vista del cliente. Questo ha portato alla realizzazione di una grande parete semitrasparente che rendesse in parte visibile il processo di produzione del gelato e della lavorazione delle materie prime nel laboratorio. Da qui l’idea di una struttura dalla duplice funzione, quella di parete divisoria e quella di parete attrezzata con contenitori e piani d’appoggio. Realizzata su misura con profili di ferro zincato verniciato nero, è caratterizzata da pannelli in lastre di acciaio verniciato nero o rivestiti con carta da parati o in plexiglass, per rendere il laboratorio, almeno in parte, visibile dal bancone.

Piccole case in un interno

L’idea alla base del progetto è stata quella di creare una sorta di esterno-interno, un paesaggio all’interno di un contenitore rappresentato da una sequenza di piccoli ambienti che richiamano la forma elementare della casa e vanno ad articolare lo spazio intorno al bancone. Ogni casa si distingue per forma, dimensione e colore: in ogni fondale, infatti, è stata applicata una differente carta da parati che gioca sui toni del brand. Gli arredi sono stati realizzati prevalentemente su misura, a partire dalle casette stilizzate in cartongesso sino alle sedute rivestite in legno laminato (finitura quercia) a poro aperto per creare continuità e omogeneità con la pavimentazione. Per le sedute, disposte random lungo la sala, sono stati utilizzati tronchi naturali e secchielli trasformati in sgabelli. Le stesse carte da parati, utilizzate come fondali per le casette, sono state impiegate come base cromatica per verniciare i secchielli e realizzare i rivestimenti imbottiti delle sedute. I tavoli quadrati sono creati con semplici profili in acciaio verniciati nello stesso colore del retro bancone, mentre i tavoli più piccoli, sempre in acciaio, sono stati verniciati nello stesso bianco delle pareti.

 

 

Barbara Delmiglio e Chiara Naldini

Luca Arteconi

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