MILANO. Per emergere nelle ricerche fatte dai clienti in Internet occorre indicizzare i contenuti del proprio sito/blog: questa attività si chiama Seo.

Si può far da sé (almeno la base) o affidarsi a un esperto (il costo? circa 4.000 euro l’anno). La prima domanda da farsi è: siete davvero su Internet?
Non si vuole sapere se abbiate o meno un sito, un blog o un profilo Facebook, ma se siete rintracciabili da chi cerca un locale come il vostro. Come si fa a scoprirlo? Semplice: basta chiederlo a Google. Se lui non vi conosce, o vi snobba, è quasi come se per il web non esisteste. «L'80% delle ricerche sul web - afferma Ale Agostini, numero uno di Bruce Clay Europa, società specializzata in seo e marketing digitale - avviene tramite i motori di ricerca, con un'assoluta predominanza di Google». Non solo: «I motori di ricerca sono di gran lunga la prima sorgente d'accesso ai singoli siti, con numeri di oltre il 300% superiori rispetto ai social media». Quindi essere “trovabili” su Google è il primo passo. Essere ben posizionati, almeno nelle ricerche fatte usando le parole chiave più comuni, è il secondo.

Quello decisivo. «Il 75% degli utenti non va oltre la prima pagina della ricerca - rivela Agostini -; il 36% finisce per cliccare sulla prima voce e oltre il 50% dei click si concentra tra le prime cinque voci». Fondamentale quindi che il proprio sito appaia in alto - meglio nella prima riga - delle ricerche organiche (quelle non a pagamento) su Google. Il punto di partenza è scegliere le parole chiave giuste per voi. «Le parole chiave - spiega Agostini - sono le espressioni o le brevi frasi che si usano quando si fa una ricerca sui motori. Più sono generiche, meno saranno utili per condurre il potenziale cliente da voi». Un esempio? Digitando su Google "pasticceria” escono 20,7 milioni di voci. Con “pasticceria tipica”, si scende a 757mila. Con “pasticceria tipica Venezia” a 239mila.

«Scegliete parole il più possibile mirate - consiglia Agostini - legate sia ai contenuti dell'attività, sia al luogo dove siete». Quindi meglio “pasticceria tipica siciliana” che “pasticceria tipica”. «Usate frasi di almeno 3-4 termini, gli stessi che usereste per raccontare a un vostro cliente cosa fate e dove siete - suggerisce Agostini -. Su Internet è fondamentale usare un linguaggio il più chiaro e semplice possibile. Ed essere naturali». Individuate le parole giuste per farsi trovare, l'attività di Seo fa sì che Google le noti: «Richiede un mix di competenze di marketing e informatiche complesse. Ma il punto di partenza è la qualità dei contenuti».

Le opportunità di Google by Business
Digitate un locale (magari un concorrente) e vi appare una finestra sulla destra con foto, indirizzo, mappa, orari, recensioni e altro ancora. Pensate: chissà quanto ha pagato. Risposta: niente. La versione gratuita di Google My Business consente - a chi ha un account Gmail - di creare su Google Maps la scheda del proprio locale: «Più è completa, meglio è - spiega Agostini - mettete più informazioni possibili, ma anche una galleria di foto o addirittura un virtual tour». E se la vostra scheda l'ha creata qualcun'altro? «Rivendicate subito
la titolarità scrivendo a Google».

Video corso "Il Bar su Google"
Scoprire in che modo utilizzare al massimo delle loro potenzialità i tanti strumenti - molti dei quali a costo zero - che Google mette a disposizione delle piccole attività imprenditoriali, pasticcerie e gelaterie comprese, per far emergere la propria presenza sul web: è l’obiettivo del video corso “Il Bar su Google” realizzato da Ale Agostini per Accademia Tecniche Nuove. Undici videolezioni da guardare (ed eventualmente riguardare) con tutta calma, ognuna della durata di 10 minuti. I temi? Farsi trovare nelle ricerche, gestire la reputazione, come migliorare foto e recensioni, come far rimuovere pagine non veritiere che vi riguardano. Inquadra il QR code per saperne di più.

Andrea Mongilardi

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